Tyra Caterina Grant e una carriera piena di promesse

Romana, classe 2008, sull’erba dell’All England Lawn and Tennis Club ha conquistato la sua prima vittoria in un torneo Slam contro la britannica Katie Boulter, numero 60 al mondo. Un altro tassello della golden generation italiana

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Ultimo aggiornamento: 14:58
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Il torneo di Wimbledon è sempre stato il palcoscenico perfetto per annunciare l’arrivo di nuove stelle, da Martina Hingis che vinse i Championships a soli 16 anni, a Maria Sharapova, che alzò il trofeo da diciassettenne. E Tyra Caterina Grant è determinata a cogliere questa opportunità. L’italiana ha soltanto diciotto anni, ma gioca con la naturalezza di chi sembra conoscere i grandi palcoscenici da molto tempo. Ieri sull’erba dell’All England Lawn and Tennis Club ha conquistato la sua prima vittoria in un torneo Slam contro la britannica Katie Boulter, numero 60 al mondo: il primo squillo internazionale di una carriera che è appena cominciata e che è già piena di promesse. Contro la padrona di casa è stato un successo netto, maturato in appena un’ora durante la quale Tyra, 172 del ranking Atp prima dell’inizio del torneo, non ha concesso nemmeno una palla break. Il risultato finale è stato di 6-4, 6-2, ma quella di ieri è una vittoria che va oltre il punteggio: racconta la personalità di una ragazza che non ha paura dei grandi appuntamenti.
Grant arrivava dalle qualificazioni ed era la sua prima vera esposizione nel tabellone principale di uno Slam. Eppure la differenza con la britannica non si è vista, anzi: per lunghi tratti è stata lei a comandare, a dare ritmo, direzione e peso alla partita. “È stato incredibile. Arrivavo già da tre partite di qualificazione e allo stesso tempo era la mia prima volta qui dai tempi dei tornei juniores, quindi è stato bellissimo. La cosa davvero positiva è che non ho sentito molta pressione fin dall’inizio”, ha detto dopo il match la giovane tennista italiana, che sull’erba di Wimbledon aveva vinto in doppio come junior nel 2024. Dal punto di vista tecnico, Grant ha le idee chiare: aggredire prima di essere gradita. “È fondamentale. Cerco sempre di dettare il gioco. Ovviamente questo comporta più vincenti ma anche magari qualche errore in più. Però, per come la vedo io e per come sono stata cresciuta, è l’unico modo di giocare per me. Non mi vedrei mai a correre da un lato all’altro e limitarmi a rimettere la palla in campo. A me piace proprio la sensazione, anche quando l’altra serve bene, di provare a impattare più forte”, ha spiegato Grant.
Pochi campi più in là, a chiudere il Day 2 nel Campo Centrale, c’era una certa Serena Williams, 44 anni, la regina del tennis mondiale, a cui la ragazza italiana si ispira. Da bambina guardava i suoi incontri, cercando di imitare quell’aggressività, quella fame agonistica e quella capacità di dominare le partite che hanno sempre contraddistinto la tennista americana. “Penso che la prima cosa che salta all’occhio sia quanto Serena sia aggressiva. Ogni partita, ogni punto, dipende da lei. Ha una grandissima potenza, un grandissimo servizio, una presenza enorme in campo. Questo mi ha davvero ispirata. Mi rivedo in tante piccole cose che fa. Anche io cerco di dettare il punto, di mettere sempre pressione all’avversaria, e crescendo ho sempre guardato a lei per questo. È stato fondamentale. Da quando ho iniziato a giocare era sempre Serena, Serena, Serena”, ha dichiarato in conferenza stampa la ragazza che, come il suo idolo, poteva giocare per gli Stati Uniti, il paese del padre, ma lo scorso anno ha scelto l’Italia, il paese della madre, dove è nata e dove ha le sue radici.
Tyra nasce a Roma il 12 marzo 2008. La madre, Cinzia Giovinco, è italiana ed è stata una maestra di tennis. Il padre, Tyrone Grant, è un ex cestista americano che ha costruito parte della propria carriera in Italia. Una doppia anima che per anni si è riflessa anche nell’identità sportiva di Tyra. Cresciuta Italia e Stati Uniti, allenatasi prima al Piatti Tennis Center di Bordighera, fornace di talenti tra cui Jannik Sinner, e in seguito negli impianti della federazione americana in Florida, Grant avrebbe potuto rappresentare gli States. Ma nel 2025 la tennista romana ha deciso che la maglia azzurra rappresentava meglio la sua storia personale e le sue radici. Per il movimento italiano è stato quasi un colpo di mercato. In un periodo storico già straordinario per densità di talenti, ha aggiunto un altro tassello alla golden generation italiana.
Chi l’aveva già vista giocare a Roma in primavera, dove ha sfiorato l’acceso al terzo turno degli Internazionali, era rimasto colpito dalla completezza del suo tennis, il servizio incisivo, il dritto potente e l’estrema mobilità. Ma è anche la sua maturità mentale a sorprendere: a diciotto anni sembra già capace di gestire la pressione con una calma fuori dal comune. Dopo la vittoria all’esordio a Wimbledon ha spiegato con estrema naturalezza che il suo obiettivo è diventare la numero uno del mondo e vincere tanti tornei del Grande Slam: Senza fissare un limite, senza paura di sembrare ambiziosa. “Non voglio mettermi pressione, ma nemmeno pormi limiti”, ha detto Tyra. Una frase che racconta perfettamente il suo carattere. La tennista romana punta a entrare stabilmente in top 100, una classifica che le darebbe accesso diretto ai main draw degli Slam. Quando le chiedono se c’è un torneo che occupa un posto speciale nel suo immaginario non ha dubbi: gli Internazionali d’Italia. “Sono nata a Roma, sono italiana, e sarebbe meraviglioso vincerlo. Però alla fine la vittoria è la vittoria in qualunque torneo. Diciamo che Roma è forse un po’ sopra gli altri, ma in generale tutti i tornei contano”. A star is born? Si chiedono i giornali americani con un filo di gelosia per la ragazza che ha scelto l’Italia e per cui sky is the limit.