Sophie Cunningham non è nata per passare inosservata

Per qualcuno è soltanto una giocatrice che difende la compagna di squadra. Per altri è diventata il simbolo della rivolta contro il politicamente corretto. Con un gesto di ventidue secondi, la giocatrice è uscita dai parquet della WNBA per trasformarsi, suo malgrado, nell’ultima icona della guerra culturale americana

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Ultimo aggiornamento: 13:17
Immagine di Sophie Cunningham non è nata per passare inosservata

Associated Press/LaPresse

Il suo dito indice sta dividendo l’America. Il gesto di Sophie Cunningham ormai non è soltanto il più utilizzato per i meme della settimana: è uscito dai campi da basket per infiammare le discussioni politiche, diventando a sua insaputa un manifesto anti-woke anche tra chi non ha mai visto una partita di basket in vita sua. In quei 22 secondi in cui ha puntato il suo indice destro contro un’avversaria, DeWanna Bonner, colpevole di aver commesso un fallaccio alla sua compagna Caitlin Clark, si è presa il mondo. Basta digitare il suo nome su qualsiasi social per rendersi conto dello tsunami Cunningham, una che sa farsi rispettare da quando a sei anni si era conquistata la cintura nera di taekwondo.
È da inizio stagione che Sophie difende Caitlin, la miglior giocatrice del mondo che però è spesso bersaglio delle sue avversarie, di certa stampa e della stessa Lega secondo molti suoi sostenitori anche perché è una giocatrice bianca ed eterosessuale in una lega in cui le atlete afroamericane sono la maggioranza (tra il 64% e il 67% secondo gli ultimi dati). Sophie aveva già preso per il collo un’avversaria che aveva colpito duro Caitlin mentre era a terra. Ha preso la parte della protettrice e vendicatrice. E quel dito indice puntato, con lo sguardo sempre fisso sull’avversaria che a un certo punto è andata fuori di testa, sbagliando poi anche i tiri liberi, è solo l’ultimo capitolo della storia. Il più chiacchierato perché quando è uscito dal campo da basket è diventato materia di discussione e Sophie è stata immediatamente descritta come una “Barbie Maga”.
Lei l’aspetto da Barbie ce lo ha pure e qualche mese fa i lettori del numero dedicato ai costumi di Sports Illustrated, lo hanno potuto apprezzare appieno negli scatti sexy realizzati a Captiva Island, in Florida. Una Barbie che sa anche parlare come dimostra nel video podcast “Show Me Something” che conduce con il suo migliore amico del liceo, ora star dei reality show, West Wilson. Non passa inosservata tanto che molti brand, sportivi e non, l’hanno ingaggiata come testimonial. Sul campo ci sa fare, quest’anno con le Indiana Fever viaggia a oltre 20 minuti e quasi a 12 punti a partita. È una guardia tiratrice, alta 185 centimetri, ma per nulla massiccia rispetto a tante compagne e avversarie. Viene dal Missouri, uno Stato profondamente conservatore, controllato dal Partito Repubblicano. Lei non ci sta a farsi etichettare politicamente. Si definisce “right in the middle”. Le piacciono certe idee di destra, ma anche certe posizioni della sinistra. “La cultura pop cerca di trasformare le persone in estremisti politici, ma io anche se sono bianca e vengo dal Missouri non sono affatto così. Sono sia d'accordo che in disaccordo con le posizioni di entrambi gli schieramenti politici”, aveva dichiarato in un’intervista dell’anno scorso, prontamente rispuntata in questi giorni.
Ci sta a farsi raccontare come la picchiatrice e vendicatrice della squadra, ma non vuole farsi strumentalizzare dal punto di vista politico. Se ne frega del politicamente corretto e fa quel che vuole. Da ragazza è stata striker nella squadra di football maschile del suo liceo. Con i suoi lunghi capelli biondi che spuntavano dal caschetto scendeva sui campi della provincia americana a prendere a calci il pallone in mezzo ai ragazzi. Agonisticamente è una furia, basta dare un’occhiata a qualche immagine sul web. Un’agonista pura che sa anche tirare. E sa fare spettacolo con quello stesso sguardo che, in bikini sulle pagine di Sports Illustrated, affascina e che, su un campo di basket, dietro a un indice puntato contro un'avversaria, può invece far infuriare e perdere la rotta. Insomma non è nata per passare inosservata.