Lo slancio della golden generation italiana a Wimbledon non si ferma. Parla Ubaldo Scanagatta

Le ultime vittorie di Cobolli e Paolini confermano il momento magico per il tennis azzurro, ripetendo il risultato record di due anni fa. E secondo il commentatore, ci si può permettere un po' di ottimismo

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Paolini in azione a Wimbledon (Foto Getty)

Londra. Un’altra giornata azzurra a Wimbledon. E non solo per il bellissimo cielo che ieri ha accompagnato l’inizio della seconda settimana dello Slam londinese, ma anche per i risultati della nostra golden generation che continua a regalare emozioni a Church Road. A pochi minuti di distanza l’uno dall’altra, Flavio Cobolli e Jasmine Paolini hanno conquistato i quarti di finale di Wimbledon, raggiungendo Jannik Sinner che domenica aveva già strappato il ticket per i quarti battendo l’underdog giapponese Shintaro Mochizuki. “La prima volta con due italiani nei quarti di finale del singolare maschile e un’italiana contemporaneamente nei quarti del singolare femminile era stata nel 2024: c’erano Sinner, Musetti e Paolini. Ma è soprattutto la settima volta consecutiva che abbiamo due italiani nei quarti di uno slam: continua il nostro momento straordinario”, dice al Foglio Ubaldo Scanagatta, il giornalista-flâneur del tennis italiano e fondatore di Ubitennis. Cobolli, che ieri si è sbarazzato in tre set dell’australiano De Minaur, ha confermato di meritarsi la top ten del ranking Atp raggiunta dopo la finale del Roland Garros, e di volerci restare. “Djokovic, lo scorso anno, è stato visionario. Disse che Cobolli poteva entrare nei primi dieci, mentre io onestamente non ci credevo troppo e pensavo che volesse soltanto fargli i complimenti per come aveva giocato contro di lui ai quarti di finale. Ha avuto ragione Djoko”, dice al Foglio Ubaldo. L’altra grande notizia è la vittoria di Jasmine Paolini e il ritorno sul suo volto di quel sorriso luminoso a cui eravamo abituati e che nell’ultimo anno si era visto un po’ meno. “Ha dimostrato che quella finale raggiunta due anni fa sull’erba di Wimbledon non fu del tutto casuale”, sottolinea Ubaldo, prima di aggiungere: “Fa piacere rivederla a questi livelli”. Nella Royal Box, ieri, oltre a Kimi Antonelli, c’era un certo Roger Federer. “Voglio ringraziarti Roger perché sei il mio idolo. E’ stato difficile. Durante la partita mi dicevo tipo: ‘Per favore resta concentrata. Non pensare al fatto che lui è qui’. Ho guardato tutte le finali di tutti i tornei che ha giocato qui”, ha detto Jas al termine della partita vinta contro la filippina Alexandra Eala, offrendo un simpatico siparietto al pubblico del Campo centrale. Il 2026 è stato una montagna russa per la tennista italiana. “Ci sono stati momenti duri. Abbiamo continuato a lavorare con il mio team che mi ha sostenuta ogni giorno. Sì, partita dopo partita mi sento meglio”, ha aggiunto Paolini, che non si pone più limiti ora che è lì tra le migliori otto di questa edizione di Wimbledon. Ai quarti se la vedrà con l’ucraina Kostyuk. “L’ha già battuta due volte”, ricorda Ubaldo con ottimismo. Cobolli se la vedrà con uno tra Dimitrov e Fery, l’outsider che fa sognare gli inglesi tanto quanto Jude Bellingham. Tre giorni fa, il tennista romano ha detto che quando gioca sull’erba dei Championships si sente come un principe. “Quando si gioca davanti al Royal Box si è tutti principi”. Parola di Ubaldo.