La Sicilia e i rischi per il Pd dell’operazione “liste pulite”

I malumori per la formazione delle liste non riguardano solo il Pdl, anche se lì sono più evidenti. Anche nel Partito democratico ci sono degli strascichi. Il caso di Vladimiro Crisafulli è diventato un po’ un emblema, ma sotto questa decisione esemplare cova la cenere del disappunto non solo siciliano. Più di un esponente del Partito democratico, infatti, si sta chiedendo in questi giorni per quale motivo la dirigenza del Pd gli abbia permesso di candidarsi alle primarie e solo dopo abbia deciso di farlo fuori come impresentabile. Leggi La Cgil si prepara ad abbracciare il Pd contro la riforma del lavoro bis di Marco Valerio Lo Prete
22 GEN 13
Ultimo aggiornamento: 03:28 | 12 AGO 20
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Vladimiro sì e Genovese no? I malumori per la formazione delle liste non riguardano solo il Pdl, anche se lì sono più evidenti. Anche nel Partito democratico ci sono degli strascichi. Il caso di Vladimiro Crisafulli è diventato un po’ un emblema, ma sotto questa decisione esemplare cova la cenere del disappunto non solo siciliano. Più di un esponente del Partito democratico, infatti, si sta chiedendo in questi giorni per quale motivo la dirigenza del Pd gli abbia permesso di candidarsi alle primarie e solo dopo abbia deciso di farlo fuori come impresentabile. Del tipo: non è vero che sono gli elettori a scegliere gli eletti, ma alla fine è sempre il partito a prendere le decisioni. E perché non è stata fatta un’analoga scelta con Francantonio Genovese? Forse perché porta troppi voti?

Numeri al Senato. Ma la scelta di creare dei dissapori nel Pd siciliano viene mal giudicata in alcuni ambienti del partito anche per un altro motivo. L’isola è una delle regioni chiave dove si vince la sfida del Senato. E decidere di mettere in subbuglio i democratici quando nel frattempo non si riesce nemmeno a stringere un patto con Ingroia è a dir poco un grosso rischio. Anche perché Leoluca Orlando per far vedere a tutti gli alleati la sua potenza è già in campagna elettorale per Ingroia da tempo e mira a far ottenere alla lista del magistrato in quel di Palermo molti più voti di quelli che riuscirà a strappare a Napoli il sindaco Luigi De Magistris.

Roma e la battaglia tra Pdl e An. In compenso nel Lazio il Partito democratico sembra veramente ben messo anche se i vertici locali e quelli nazionali non sono ancora riusciti a decidere chi sarà il sindaco. La scelta, comunque, avverrà solo dopo le regionali. Nel Lazio dai sondaggi in possesso del Partito democratico risulta che sta avvenendo un fenomeno che tutto sommato era abbastanza prevedibile. Cioè la Destra di Francesco Storace sta aumentando i suoi consensi. Attualmente è quotata al dieci per cento. Mentre il Pdl ha subito un ulteriore crollo ed è stimato al dodici per cento. Secondo le previsioni degli istituti che stanno facendo queste rilevazioni è quasi scontato che alla fine la Destra di Storace sorpasserà nei consensi il Popolo della Libertà. I maligni sostengono che, tutto sommato, Silvio Berlusconi non sia neanche troppo dispiaciuto per questa prospettiva. Infatti a Roma e nel Lazio il Pdl è fondamentalmente Alleanza nazionale. E piallare An nonché il sindaco di Roma Gianni Alemanno che prima del ritorno del Cavaliere sembrava pronto a tradirlo con Mario Monti può rappresentare per l’ex premier una forma di piacevole vendetta.

L’ipotesi Bianca Berlinguer. E a proposito di Roma. Al Partito democratico circolano gli ultimi sondaggi. E il nome che senza dubbio sovrasta tutti gli altri per numero di consensi e popolarità è quello della direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer. Pare che Pier Luigi Bersani stia seriamente pensando di offrirle una candidatura. In questo modo otterrebbe due piccioni con una fava. Da una parte si assicurerebbe un trionfo del centrosinistra a Roma, dall’altra libererebbe una casella alla Rai.