La guerra suicida di Putin

Il grande compositore ucraino Silvestrov sulla “straordinaria stupidità dei leader russi” che stanno tornando “alla tradizione della Moscovia arcaica”

4 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 09:31 AM
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Foto ANSA

Il grande compositore ucraino Valentin Silvestrov, 89 anni, punta il dito contro “la straordinaria stupidità dei leader russi” che stanno tornando “alla tradizione della Moscovia arcaica” e fanno guerra alla cultura europea di cui fanno parte. Silvestrov è stato recentemente a Parigi per una serata musicale nella cattedrale di Saint-Denis, dove ha eseguito la sua “Preghiera per l’Ucraina” ed è stato insignito del titolo di dottore honoris causa dall’Università Paris 8. Silvestrov spiega che è attraverso l’Ucraina che la Russia ha avuto accesso alla cultura europea e che, attaccandola, si autodistrugge.
“Questa guerra mostra l’incredibile stupidità di chi dirige la Russia” dice Silvestrov al Figaro. “Non parlerò, del resto, di ‘Russia’, perché la Russia non esiste realmente come paese. Bisogna dimenticare questa parola. La Russia era un impero che comprendeva molte nazioni: l’Ucraina, la Lituania, la Lettonia, la Finlandia… Quella che veniva chiamata Russia, la cultura dell’Impero e dell’Urss, era una cultura in lingua russa di tutti i popoli che la componevano. Dopo la fine dell’Urss, i leader della Federazione russa hanno continuato a parlare di Russia. Ma in realtà ci troviamo di fronte a ciò che resta dell’arcaica Moscovia resuscitata da Putin. La Russia esisteva perché l’Ucraina (la Rus’ di Kiev) si era unita a essa. La parola Russia, in precedenza, non veniva utilizzata.
“Ciò che è riemerso dopo la separazione dall’Ucraina – aggiunge Silvestrov – è stata la cultura arcaica della Moscovia, forgiata sotto il giogo tartaro-mongolo. Questa cultura arcaica ha deciso di tornare alla ribalta e ha iniziato a combattere contro le parti che avevano costituito l’impero, i suoi elementi e i popoli europei. L’Ucraina, che era stata annessa a Mosca, apparteneva all’Europa occidentale. Nel Diciassettesimo e nel Diciottesimo secolo si parlava latino e l’Accademia Mohyla prosperava a Kyiv, mentre in Moscovia si conosceva solo l’arcaica cultura ortodossa dei salmi. L’Ucraina ha portato la civiltà europea a Mosca! E quando Pietro il Grande aprì una finestra sull’Europa e iniziò a vestirsi all’europea, a sviluppare l’apprendimento delle lingue europee, si impose l’idea di una cultura in lingua russa. Questa lingua russa divenne il latino dell’Impero. Poi, quando l’Impero crollò, rimase la lingua degli scambi. Di conseguenza, ciò che Putin sta facendo oggi con la sua guerra è un vero e proprio suicidio. Egli pretende di ristabilire l’impero, ma combattendo contro le forze europee grazie alle quali l’impero era riuscito a emergere!”. In altre parole, spiega Silvestrov, “la guerra condotta oggi da Putin non è solo quella della Russia contro l’Ucraina, ma quella dell’arcaismo moscovita contro l’Europa. Un arcaismo che vuole che tutti si mettano a pregare sotto la guida del patriarca senza riflettere e a combattere contro la cultura europea! Questa Russia si sforza di presentare il fatto che i russi vivono male come qualcosa di morale e spirituale e l’occidente come una terra sprofondata nel materialismo. La verità è che questi imbecilli non combattono contro l’Ucraina, ma contro la civiltà europea con gli strumenti che questa stessa civiltà ha lasciato loro in eredità. Inoltre, tutte le loro rivendicazioni sono menzognere. Chi ha vietato la lingua russa in Ucraina? Chi ha perseguitato i russofoni? Nessuno! Tutto questo è stato costruito su una pura menzogna, senza alcun fondamento razionale. Stiamo assistendo a una guerra inutile, assurda e suicida per la Russia”.
La Russia può guarire da questa malattia imperiale? “Le persone che frequentavo a Mosca sono persone normali! Del resto, basta guardare i concerti che si tengono alla Filarmonica di Mosca davanti a sale eleganti piene di gente vestita all’europea, mentre l’Ucraina viene bombardata. I loro volti sono europei, così come i loro modi. Li chiamano ‘Signore e Signori’ dedicando il concerto a coloro che combattono al fronte. Ma come si possono chiamare ‘Signore e Signori’ coloro che sostengono una guerra contro l’Europa? E’ una contraddizione totale! Se combattono contro l’Europa, dovrebbero indossare abiti non europei e scarpe di vimini come nei tempi antichi. In Russia c’è una facciata europea, soprattutto nelle grandi città. Assomigliano a Londra o a Parigi. Ma non appena ci si allontana dai centri urbani, non ci sono più strade. E’ proprio questa profondità russa che ha fornito le reclute per la guerra. Perché i più poveri non hanno soldi, né lavoro. L’impero, l’arcaismo di cui vi parlavo, si basa su questo: le élite decidono, i poveri muoiono. Solo che prima veniva loro offerto l’eroico servizio della patria, mentre ora si arruolano per denaro”, afferma il compositore ucraino. Silvestrov ha partecipato alla rivoluzione di Maidan, componendo in quell’occasione un “Inno all’Ucraina”. È stata Maidan a cambiare tutto? “Durante la rivoluzione di Maidan è accaduto qualcosa di importante, che continua ancora oggi: l’affermarsi del concetto di dignità. Ma non dimentichiamo che nel 2011 c’è stato anche una Maidan a Mosca. La differenza è che tutti coloro che allora guidavano la rivolta sono stati uccisi uno dopo l’altro. Boris Nemtsov è stato ucciso mentre si apprestava a dimostrare che i russi partecipavano alla guerra nel Donbass. L’occidente è colpevole, perché non ha fatto nulla per reagire. Eppure aveva la prova di un crimine, quando Alexei Navalny è stato avvelenato una prima volta e Putin ha ammesso di averlo fatto sorvegliare. Questa incredibile ammissione mi ha sbalordito!”, dice ancora al Figaro Silvestrov.
E aggiunge: “Biden lo ha poi affermato: Putin è un assassino. Nemtsov, Navalny, Politkovskaja e altri sono morti. Per non parlare delle vittime delle esplosioni nei palazzi di Mosca nel 1999. Ma l’occidente non ha fatto nulla. Né ha reagito al ricatto nucleare di Putin. La grandezza degli ucraini non deriva dalla forza dello stato, ma dalla dignità dei suoi cittadini. È la prima volta che, in una rivoluzione, si ricorre a questo concetto umano universale. Io ho provato questa dignità fin dalla rivoluzione arancione. La gente cantava l’inno dell’Ucraina, che evoca i cosacchi. Ho deciso di scrivere il mio inno all’Ucraina utilizzando l’idea che l’arma del popolo è la sua dignità. E questa idea si è diffusa, mentre in Russia il Kgb riprendeva il controllo”.
A cosa serve la musica in una tempesta del genere? Secondo Silvestrov, “la musica, e più in generale l’arte, devono essere al servizio della vita, consolare, mostrare la bellezza delle cose. Non distruggono, ma salvano. La guerra, invece, è in fondo cannibalismo. Le persone si uccidono a vicenda, nemmeno gli animali lo fanno su questa scala. Ecco perché questa guerra appare come una catastrofe per la ragione e per la civiltà. La cultura e la musica dimostrano che l’uomo appartiene al mondo vivente. Non si deve toccare la vita. E’ molto più preziosa di tutte le icone e le opere artistiche perché, senza la vita, non ci sarebbe nulla! Nemmeno la parola Dio esisterebbe. La vita, ecco il luogo in cui risiede Dio, piuttosto che nelle vesti d’oro del patriarca che sostiene Putin e parla dell’Europa come del diavolo”.
(Traduzione di Mauro Zanon)