Un foglio internazionale
Il sionismo salverà l’occidente
Lo odiano solo per invidia: Israele è il modello a cui dovremmo guardare
15 GIU 26

Foto di Cole Keister su Unsplash
Nel suo romanzo del 2015 ‘Sottomissione,’ Michel Houellebecq traccia il ritratto di una Francia del futuro prossimo in cui un partito islamico si allea con i socialisti per prendere il controllo del paese. La storia segue un professore di letteratura di fronte alla decisione di convertirsi all’islam per avanzare nella carriera, mentre il panorama sociale e politico del paese viene trasformato dalla sharia. Il suo stesso disincanto è accentuato dalla decisione della sua fidanzata ebrea di fuggire dall’islamizzazione della Francia trasferendosi nello stato ebraico. Lui quasi la segue, ma poi rinuncia, pronunciando la frase ormai famosa del libro: ‘Per me non c’è Israele’”.
Così un lungo saggio di Alana Newhouse, direttrice del Tablet americano. “Ricordo di essermi bloccata su quel sentimento la prima volta che l’ho letto. Capivo perché un accademico ebreo scontento potesse esitare a fare l’aliyah, ma nella misura in cui il ritratto fittizio di Houellebecq conteneva un commento sul mondo reale, la conclusione mi sembrava sbagliata. Per quella persona esiste, o potrebbe esistere, un Israele. E' la Francia, se solo riuscisse a uscire dalla rotta su cui si trova (…) Che ne siamo consapevoli o no, stiamo tutti affrontando un futuro in cui alcuni godranno della possibilità di vite umane sicure, ambiziose e belle, mentre altri diventeranno carburante per robot e cibo per zombie. E’ spaventoso e confuso, e ogni giorno lo è di più. Proprio in questo momento selvaggio, pieno di domande così incredibili da essere di fatto spirituali, invece di confrontarsi con questi argomenti fenomenalmente interessanti e sfidanti, tutti non riescono a parlare d’altro che di… sionismo. Il sionismo, dicono i critici, è un’ideologia tossica. Ma le espressioni di disgusto sono spesso prove di invidia. Israele non è più un’eccezione nel pantheon delle società libere; è un progetto per la difesa e la fioritura umana nel secolo a venire (…) E’ difficile elaborare lo sforzo umano, il tempo, il sangue, la creatività, il capitale di ogni tipo che è servito per sviluppare l’identità delle nazioni occidentali. Ognuna era una propria opera collettiva di estetica e ingegneria umana, impressionante quanto qualsiasi struttura fisica costruita dai grandi imperi del passato.
Ora, nel 2026, stanno vivendo massicce e, in alcuni casi, paralizzanti crisi di identità — come se fossero state colpite tutte da una forza della natura, come un’era glaciale o l’impatto di una cometa. In realtà, era più come un contagio sociale iniziato 80 anni fa, nel dopoguerra dell’Olocausto. Pensatori come Hannah Arendt, Jean-Paul Sartre, Albert Einstein, Jacques Derrida e Michel Foucault descrissero il nazionalismo e lo stato-nazione come pericoli morali e politici, sostenendo l’umanesimo globale mentre mettevano in discussione l’idea stessa di basare un’identità condivisa sulla fede religiosa e sul sentimento nazionalista. Invece di vaccinare l’Europa contro ulteriori conflitti, l’ideologia post-nazionalista che si è sviluppata come risposta alla Seconda guerra mondiale avrebbe finito per destabilizzare l’Europa e tutto l’occidente, in modi forse più duraturi. I politici in tutto l’Occidente, sia di sinistra sia di destra, hanno iniziato a vedersi come membri di una più ampia ‘comunità globale’ transnazionale che aveva superato le crude realtà dell’identità nazionale per affrontare questioni più grandi, come la composizione di una monocultura globale plasmata da mercati liberi e diritto internazionale, con eccezioni speciali per aiutare gli ‘oppressi’ a recuperare e unirsi al sistema globale. La Gran Bretagna ha adottato una versione di questo ideale sotto l’ex primo ministro Boris Johnson e i suoi predecessori Tory, così come gli Stati Uniti con la politica delle ‘frontiere aperte’ sotto il presidente Joe Biden.
La Francia ha adottato una politica simile anche se meno entusiasta verso gli abitanti delle sue ex colonie in Africa. La Germania ha fatto lo stesso aprendo le porte agli immigrati da Afghanistan e Medio Oriente sotto l’ex cancelliera Angela Merkel. Molti stati nordici hanno seguito questa tendenza globale, in particolare la Svezia. In ogni caso, l’impulso a far entrare milioni di immigrati da culture disparate è stato accentuato da una combinazione di impulsi umanitari ed economici libertari. E’ una conseguenza del fallimento delle élite occidentali nel capire che la nazione, come la ruota, è una di quelle invenzioni la cui utilità per gli umani cresce solo col tempo (…) Visti sotto questa luce, diventa ovvio che gli attacchi a Israele erano in realtà attacchi alle identità nazionali di tutti gli altri. Se il sionismo, come movimento nazionalista, è ritenuto in qualche modo mancante di legittimità, è per assicurarsi che anche Francia e Germania siano illegittime. Se i sionisti non hanno posto in Palestina, una terra in cui nessuno stato-nazione sovrano era mai esistito nei millenni precedenti, stabilita come patria nazionale del popolo ebraico dal diritto internazionale, e dove gli ebrei continuano a praticare la stessa religione e a parlare la lingua dei loro antenati di 3500 anni fa, allora con quale possibile diritto i cittadini di nazioni di coloni come Stati Uniti o Australia possono rivendicare di abitare i loro Paesi e possedere le loro case? Smettetela di essere stupidi. Il sionismo non è un bersaglio per i presunti ‘crimini’ del governo israeliano, che ha ordinato l’invasione di Gaza in risposta a un massiccio attacco al proprio paese in cui terroristi islamisti hanno stuprato donne, assassinato anziani sopravvissuti all’Olocausto, massacrato kibbutznik di sinistra e falciato centinaia di partecipanti a un rave.
Il sionismo è un bersaglio perché rappresenta una forma di nazionalismo orientata al futuro piuttosto che al passato proteggendo libertà individuali e sociali. Ecco quattro test di sopravvivenza per le società libere che, al momento, solo Israele supera. Riuscite a mantenere la vostra demografia? Gli israeliani fanno figli sopra il livello di sostituzione, il che li rende unici tra gli stati occidentali. Gli israeliani stanno votando nel modo più inequivocabile e importante per il proprio futuro. Riuscite a difendervi? Gli israeliani sono disposti a combattere e morire per difendere il loro paese e gli uni gli altri in un modo in cui i cittadini di altri paesi occidentali semplicemente non sono. Nell’attacco di questo mese all’Iran, il capo dell’Aeronautica israeliana non era in una torre di controllo o in un ufficio; era nei cieli con i suoi piloti, pilotando uno degli aerei. Le persone che non sono disposte a combattere per la propria sopravvivenza tendono a non sopravvivere.
Siete felici? Israele è regolarmente tra le nazioni più felici della terra, nonostante sia coinvolta in frequenti guerre violente. E’ una società placida senza conflitti civili? Niente di più lontano dalla verità. Ciò che sono è un popolo vicino alla terra, che è anche innovatore tecnologico; che viaggia nel mondo ma, quando è nel paese, passa ogni venerdì sera con la famiglia; che è abbastanza laico da vivere in una delle città più sexy del mondo così come in un’altra città così impregnata della storia del desiderio religioso da avere la sua sindrome; dove la gente sorseggia caffè vicino a siti contenenti manufatti risalenti al 125 a.C.. Questa alchimia di antico e nuovo, di prendere il controllo del proprio destino e cambiare il corso della storia a metà strada, è caratteristica del sionismo (…) Il nazionalismo sionista ha evitato alcune delle sfide europee semplicemente arrivando molto tardi alla festa. Ma forse più importante, il suo idealismo gli ha permesso di correre rischi enormi senza i quali non sarebbe mai diventato realtà. Per duemila anni gli ebrei hanno sognato di tornare nella loro patria senza poter ricostituire con successo la loro esistenza nazionale. Il mondo è un posto molto grande, e poteri e imperi mutevoli controllavano la terra su cui vivevano altre persone. Gli ebrei stessi erano sparsi, deboli e politicamente impotenti.
Ecco perché la grandezza di ciò che il movimento sionista ha compiuto è così improbabile e così stupefacente che è naturale per molte persone immaginare il sionismo come un movimento di arti oscure sostenuto da un impero senza nome con ricchezza e potere straordinari a disposizione — che quell’impero fosse segretamente i britannici o gli americani o gli Anziani di Sion. In realtà, nessun tale potere esterno esisteva. Piuttosto, fu il pragmatismo e la speranza selvaggia di poche migliaia di uomini e donne a far nascere uno stato moderno (...) Ora tutto ciò di cui abbiamo bisogno è trovar loro alcuni leader che capiscano questo, che comprendano che la lotta non significa sadismo o autolesionismo, entrambi atteggiamenti fondamentalmente deboli e disfattisti. Leader che capiscono che il nazionalismo di successo non è sciovinismo o supremazia etnica. Trovate persone non timorose di ammirare il sionismo per aver modellato che è solo attraverso il particolare che possiamo davvero raggiungere l’universale, perché sono le nostre particolarità a renderci reali. E non solo leader. Mentre entriamo in un’era dominata da tecnologie e ideologie politiche progettate per appiattire le differenze tra umani, legatevi a famiglia, amici e altri che capiscono che cancellare le nostre differenze non ci avvicina agli altri; ci rende solo più simili alle macchine. Insieme, mirate a rendere il vostro successo collettivo così stravagante e così improbabile che nemici e estranei non possano fare a meno di evocare teorie del complotto su come abbiate potuto realizzarlo. Nell’antichità, gli ebrei hanno donato al mondo il concetto di nazione, distinto da tribù e impero e che a sua volta ha dato origine all’identità nazionale moderna. Ora, con il sionismo, Israele ha di nuovo fornito al mondo un quadro per il futuro, questa volta per evitare e trascendere i due impulsi gemelli verso la disintegrazione digitale dell’identità e l’auto-adorazione. Non siate così spaventati dal dono da privare voi stessi e chi vi circonda di ciò che meritate. Come diciamo in yiddish, nutz gezunterheit: usatelo in buona salute”.
(traduzione di Giulio Meotti)

