Così Putin potrebbe distruggere la Nato

Secondo il Wall Street Journal, il presidente russo ha intenzione di attaccare uno stato membro. E se l'Alleanza atlantica non dovesse rispondere alla provocazione la sua credibilità andrebbe in frantumi


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Ultimo aggiornamento: 09:29
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"Vladimir Putin sta per attaccare uno stato membro della Nato?” si chiede Gerard Baker nel Wall Street Journal. “Un mese fa avrei riso di quest’idea. Ma le conversazioni con diversi alti funzionari politici, militari e dei servizi segreti europei nelle ultime settimane mi suggeriscono che la possibilità è reale e in aumento. L’Ucraina, che non è membro della Nato, è una cosa. Se non rispondessimo all’aggressione russa contro un membro dell’alleanza, la Nato diventerebbe lettera morta. Ed è proprio per questo che Putin potrebbe attaccare. Come mi ha detto la settimana scorsa un analista dei servizi segreti: la sua ispirazione potrebbe essere il maresciallo Ferdinand Foch, il generale che comandò le forze francesi nella Battaglia della Marna nel 1914. E’ famoso per aver riferito: ‘Il mio centro cede. Il mio fianco destro si ritira. Situazione eccellente. Attacco’. Una dimostrazione improvvisa di forza inaspettata proprio mentre sembra barcollare per la sua sconsiderata guerra in Ucraina potrebbe tornare a vantaggio di Putin. Sebbene la ‘shock therapy' verbale di Trump abbia spinto i membri europei della Nato a fare finalmente di più per la propria difesa, sono ancora ben lontani dall’essere pronti per una guerra difensiva. Funzionari governativi dicono che ci vorranno almeno cinque anni prima che i loro eserciti siano in grado di sostituire le capacità americane in Europa. I rapporti dei servizi segreti indicano rischi crescenti di azioni russe.
La settimana scorsa un giornale polacco ha riferito che funzionari americani avevano avvertito Varsavia che la Russia potrebbe attaccare il paese. In un’intervista del mese scorso, un alto ufficiale militare di una nazione Nato ha identificato diversi rischi, tra cui la conquista russa di isole nel Baltico e un’incursione per ‘aiutare’ la minoranza russa in Estonia. Nessuna di queste sarebbe un’invasione su vasta scala, ma ciascuna sarebbe una provocazione sufficiente: se la Nato non rispondesse, la sua credibilità andrebbe in frantumi. L’Europa vale davvero la pena di essere difesa con sangue e denaro americano? La Nato è ancora un interesse strategico essenziale? Ho a lungo simpatizzato con l’argomento secondo cui un grande impegno statunitense nel teatro europeo è un anacronismo nella nostra postura di sicurezza, un retaggio della geopolitica del XX secolo. La Cina è ovviamente la minaccia più grande per la sicurezza e la leadership americana.
Ma che lo vogliamo o no, siamo in una guerra fredda o semi-attiva contro un asse della resistenza che va da Pechino attraverso Teheran fino a Mosca. Gli Stati Uniti stanno ancora gestendo le conseguenze di una guerra inconcludente con l’Iran che ci ha lasciato militarmente indeboliti. Mentre ci affanniamo a gestire possibili mosse opportunistiche di Xi Jinping in Asia-Pacifico, Putin potrebbe infliggere un colpo tempestivo e fatale a un’alleanza transatlantica già indebolita. Sarebbe un altro martellata alla testa della sicurezza e dell’egemonia occidentale, e un drammatico rafforzamento del potere dell’alleanza tra Russia e Cina e i nostri altri avversari”.