Le cinque donne

Non erano prostitute. Il mito morboso di Jack lo Squartatore, uno dei più celebri serial killer della storia, mai identificato, fra l’altro ha sortito l’effetto di stravolgere e svilire le vere identità delle sventurate vittime: l’assassino tolse loro la vita, i giornalisti la dignità. Hallie Robenhold ribalta pregiudizi e luoghi comuni, ricostruendo le biografie di cinque donne infelici, povere e sfortunate, che furono sgozzate, orrendamente devastate nel corpo, sfregiate nell’anima e nella memoria. L’autrice chiama sul banco degli imputati le spaventose condizioni sociali e l’oppressione morale dell’Inghilterra vittoriana. Le cinque donne è un libro che suscita sdegno, sconforto, dolore e infinita pena.
Il lettore resta colpito dalla ineluttabilità dei destini, dai brutali metodi delle istituzioni, dalla mentalità ottusa e avvilente che condannava le donne a soccombere in una lotta impari. Intorno al 1880, Londra è affollata da una massa enorme e cenciosa di disperati, poveri, mendicanti, vestiti di stracci neri di fumo e maleodoranti. Ben pochi possono permettersi un tetto: alcuni devono accontentarsi di una stanza, i più sono costretti a vagare fra luridi pensionati e le “workhouses”, gli ospizi di mendicità degradanti e infestati dai parassiti, che le donne concordano nel definire “l’esperienza più umiliante della loro vita”. E’ in questo contesto che si consumano le storie brevi e sfortunate delle vittime.
Polly, tradita e umiliata dal marito, lo abbandona e si autocondanna a una vita di stenti, mendicità, miseria, fino alla tragica notte del 31 agosto. Mary Ann avrebbe potuto ambire a una vita dignitosa, ma l’alcol decreta la sua rovina, nonostante tutti i tentativi di redenzione e disintossicazione. La svedese Elisabeth conosce l’umiliazione di una gravidanza indesiderata, dell’aborto, delle ispezioni intime, fino alla fuga in Inghilterra. Sopravvive come può, ma quando è uccisa il suo abito viene descritto “del tutto privo degli ornamenti che in genere le donne della sua risma prediligono”. Kate cerca di sottrarsi al suo triste destino, legandosi a un cantastorie. Inizia così una vita di vagabondaggio, liti continue, espedienti e tanto, tanto alcol. Lei ed Elisabeth sono assassinate nella notte del 30 settembre.
L’unica vera prostituta, delle cinque, è Mary Jane, o “Marie Janette”, giovane e bella accompagnatrice di uomini facoltosi. Lei è elegante, raffinata, vive in un bell’appartamento di un quartiere bene. Evita la trappola di chi vorrebbe ridurla in schiavitù a Parigi, riesce a tornare a Londra, ma deve nascondersi nei bassifondi per sfuggire a gente pericolosa. Il 9 novembre il suo destino è segnato. E’ l’unica a non essere assassinata in strada, e anche l’unica ad avere un sontuoso funerale. L’intero quartiere la saluta, l’impressione dell’opinione pubblica è enorme. “I giornalisti di provincia, inclusi quelli che non erano mai stati a Londra, depredarono le storie, inventando citazioni e persino interrogatori. La disinformazione si radicò nella coscienza collettiva, proprio come accade al giorno d’oggi”.
Hallie Rubenhold
Neri Pozza, 380 pp., 19 euro
Neri Pozza, 380 pp., 19 euro