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Carlo VIII e la campagna d’Italia
La recensione del libro di Philippe de Commynes edito da Einaudi, 274 pp., 28 euro
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13 MAY 26

Ammirato da saggisti e storici come Montaigne, Sainte-Beuve e Michelet, saccheggiato da romanzieri avidi di particolari come Scott e Hugo, Philippe de Commynes non è stato soltanto un testimone privilegiato della politica francese ed europea del XV secolo, ma uno scrittore raffinato, capace di trasferire con asciuttezza la sua esperienza sulla pagina scritta. Le sue Memorie in otto volumi raccolgono però non solo i ricordi della sua attività professionale, ma anche le riflessioni, i giudizi, le analisi di un viaggiatore attento e curioso a comprendere popoli, tradizioni, culture.
Di questo enorme repertorio di fatti, cose e persone, sono stati (dopo l’edizione integrale curata negli anni sessanta da Chabod) estrapolati i due volumi riguardanti l’Italia al tempo della discesa nella penisola di Carlo VIII, iniziata nell’agosto del 1494. Un fatto di enorme portata che sconvolge il già fragile equilibrio dei piccoli stati in cui è divisa la penisola, realtà politiche fragili e perennemente bisognose di protezione da parte dei sovrani delle grandi potenze dell’epoca.
Nato probabilmente nel 1447 in un castello nei pressi di Hazebrouk, nelle Fiandre, de Commynes inizia poco più che ventenne la sua carriera di consigliere politico alla corte di Carlo il Temerario, passando nel ’72 al servizio di Luigi XI e portando in dote al sovrano di Francia tutti i segreti in suo possesso. Accumula esperienze e relazioni, viaggiando e tramando, percorrendo in lungo e in largo l’Europa del tempo. Con la morte di Luigi, de Commynes perde inizialmente il suo ruolo preminente con l’ascesa del nuovo sovrano, Carlo VIII, il quale però nel ’94 decide comunque di portarlo con sé in Italia per una spedizione che dovrebbe ridare alla Francia l’egemonia posseduta al tempo degli Angioini.
Nel corso della spedizione, che inizialmente più di una guerra di conquista sembra assomigliare a una marcia trionfale, de Commynes, forte della sua rete di contatti, è chiamato a incontrare molti dei protagonisti politici dell’Italia d’allora, da Ludovico il Moro a Piero de’ Medici, figlio e successore di Lorenzo il Magnifico alla guida di Firenze. Lo incontra subito dopo la cacciata da Firenze, regalando al lettore un fulmineo quanto impietoso ritratto di un potente appena caduto nella polvere: “Quando lo vidi mi parve che non fosse uomo da tornare a galla. Mi raccontò a lungo i casi suoi e gli feci animo quanto potei. Mi raccontò come aveva perduto tutto e come, (…) un suo agente, (…) dal quale aveva mandato a prendere dei panni (…) glieli aveva ricusati”. (Giancarlo Mancini)
Philippe de Commynes
Carlo VIII e la campagna d’Italia
Einaudi, 274 pp., 28 euro
Carlo VIII e la campagna d’Italia
Einaudi, 274 pp., 28 euro