La vita sempre

La recensione del libro di Elena Varvello edito da Guanda, 336 pp., 20 euro

di
13 MAY 26
Immagine di La vita sempre
"Nel corso dell’esistenza personale, la Storia non esisteva. Eravamo soltanto felici o infelici, a seconda dei giorni”. Le parole di Annie Ernaux illuminano la vicenda di Francesco e Teresa, racchiudendola in una cornice più grande – la Storia, quella che va dal primo Dopoguerra alla fine del Secondo conflitto mondiale – e quella più piccola, che si invera in due giovani ragazzi di Alba e nella loro storia personale che diviene poi comune. Teresa è una “bambina di guerra”, che nasce in una famiglia poverissima ma attraversata dall’amore, con una madre che cerca di tenere insieme i pezzi (trattenendo dentro di sé il dolore di tutti) e un padre che torna dal fronte segnato per sempre – nel corpo e nello spirito. Sarà la prima bambina del quartiere a studiare e a cercare in questo viatico un’intuizione di riscatto. Francesco invece appartiene a una famiglia leggermente più abbiente; suo padre fa il macellaio ed è un uomo mite e remissivo. Il rapporto però che lo marchia in modo indelebile è quello con la madre, donna anaffettiva e dura che respinge il figlio, buttandogli in faccia il suo costante disamore. Francesco cresce sfrontato e dominato dagli istinti, ama il gioco ed è bugiardo, ha fame di una vita che straborda, ineducata ed estrema. Il suo essere contraddittorio incontra la solidità e la costanza di Teresa e i due si innamorano, cercando di tenere insieme strenuamente il loro legame nonostante la Storia, con i suoi drammi, infesti tutto e lo pieghi al proprio volere. Sono due opposti che si incontrano in mondo perduto e che, insieme, cercano di resistere, di dare un senso ad un tempo che sembra poter vivere solo di presente. Tanti personaggi laterali ma importanti si avvicendano, in capitoli brevi che si alternano come fotografie che scorrono l’una dopo l’altra. La scrittura di Elena Varvello procede per immagini, mostrando la frammentarietà della memoria. Segue il dipanarsi di una storia piccola e particolare (che si scoprirà essere quella dei suoi nonni) restituendo il senso di una vicenda più grande, che ha accomunato intere generazioni. Una storia fatta di tanti dettagli e oggetti che diventano il simbolo di esistenze dominate dalla fatica del vivere. Dal sacrificio. La storia di Teresa e Francesco parla del valore della memoria, della nostalgia come forma di fedeltà, della vita che insiste. Una vita ostinata, che resta. Sempre. Nonostante la durezza dei tempi, getta un seme che non muore. “Ciò che scompare – dovunque, in ogni momento – non scompare davvero: si somma a tutto il resto”.
   
Elena Varvello
La vita sempre
Guanda, 336 pp., 20 euro