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Le canzoni di New York
La recensione del libro di Liz Moore edito da NN Editore, 288 pp., 19 euro
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E’ una New York fatta di “corsa al denaro e alla carne” come recita la canzone di Leonard Cohen quella raccontata nel romanzo d’esordio di Liz Moore. Siamo nei primi anni Duemila e l’ambiente musicale della città è in fermento. Storie particolari di musicisti e addetti ai lavori in cerca di un’occasione o di un riscatto si alternano come singole voci che interpretano canzoni diverse, viaggiando su orbite parallele senza mai incontrarsi poiché ciascuna segue la propria traiettoria. Un insieme di solitudini che provano a raggiungere il proprio pezzetto di felicità. C’è Jax, direttrice della casa discografica Titans, affamata di nuovi talenti da mettere sotto contratto, donna intelligente e volitiva che paga un prezzo personale per il proprio desiderio di affermarsi e rimanere ai vertici (con la solitudine che i ruoli apicali spesso comportano). C’è Tommy Mays che con la sua band è ormai un artista affermato ma che deve fare i conti con il nuovo che avanza e che ha i tratti dei Burn, gruppo agguerrito e in ascesa. C’è Theo, giovane talent scout della nuova band che, spinto dall’entusiasmo dell’inizio, crede di poter cambiare le cose e incidere. E c’è Lenore Lamont, cantante bella e talentuosa su cui la Titan ripone grandi speranze e che si sente schiacciata sotto il peso delle aspettative. Questi sono solo alcuni dei personaggi che animano la narrazione, corale fino a diventare quasi dispersiva in certi punti, e che abitano una scena musicale frammentaria e a tratti vuota. Liz Moore sembra volersi soffermare sul raccontare soprattutto le maschere che i suoi personaggi devono indossare per cercare di affermarsi. Il prezzo del successo, per gli addetti ai lavori come per gli artisti, è quello di mostrare al mondo la versione che gli altri vogliono, quella facile e spesso stereotipata che è più semplice da accogliere. Sono i dettagli minimi e apparentemente insignificanti che svelano l’essenza di Jax e del mondo attorno a lei e la musica diventa spesso il viatico per esprimere, anche sono tramite qualche verso, la propria autenticità. Per squarciare il velo e mostrare quello che c’è sotto. Spesso la scintilla iniziale di passione che ha portato a intraprendere una certa strada. New York è anch’essa a suo modo una maschera, sfacciata e crudele, che alimenta illusioni e accoglie frustrazioni e ambizioni, facendo detonare desideri che, almeno per un attimo, sembrano possibili da realizzare. Quello che rimane, quando si spengono le luci del palco o quelle degli uffici della Titans, sono le canzoni. Condensati perfetti di esistenze imperfette.
Liz Moore
Le canzoni di New York
NN Editore, 288 pp., 19 euro
Le canzoni di New York
NN Editore, 288 pp., 19 euro