qualcosa da leggere
Troia, l’eterna illusione
La recensione del libro di Stefano De Martino edito da il Mulino, 230 pp., 18 euro
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L’ira di Achille, la morte di Ettore, il cavallo di Ulisse… sono pietre miliari del nostro immaginario, fondamenta della cultura dell’occidente. Ma che cosa sta dietro queste immagini al confine fra la storia e il mito? Qual è la realtà che ha dato vita a una narrazione tanto affascinante? E come possiamo venire in contatto con quella realtà? L’ultima fatica di Stefano De Martino, autorità nel campo degli studi sul vicino oriente e della civiltà ittita in particolare, prova a rispondere a queste domande in modo in modo piano e accessibile.
La prima parte del libro è dedicata a Heinrich Schliemann, l’uomo che per primo ha riportato alla luce le vestigia dell’antica città (in realtà il lettore scoprirà che non è stato propriamente il primo, ma a lui il piacere della scoperta). Di Schliemann, De Martino ripercorre la gioventù avventurosa, il fiuto per gli affari che lo porta ad accumulare una fortuna smisurata, la passione che si accende per il mondo omerico, la geniale visionarietà e le meschine piccinerie che accompagneranno gli scavi e la gestione dei ritrovamenti.
Nella seconda parte, De Martino si domanda che cosa sappiamo davvero delle vicende di Troia. Per rispondere, guida il lettore in un percorso accidentato tra le fonti antiche, tavolette ittite che parlano di “Wilusa” che con tutta probabilità è una variante di “Ilio”, il nome antico di Troia, di “Ahhiyawa”, che gli studiosi identificano con gli “Achei”, di “Appaliuna”, che verosimilmente equivale ad “Apollo”, e così via. La conclusione è problematica e insieme aperta: “Le fonti ittite e le evidenze archeologiche non supportano l’ipotesi di una grande guerra di Troia, che avrebbe portato alla distruzione della città come leggiamo nell’Iliade; sono, invece, ben documentati scontri fra Ittiti e Micenei per il controllo di questa città nel corso del XIII secolo a. C.”. Tuttavia “è presto per trarre delle conclusioni; dobbiamo attendere i dati che emergeranno nelle prossime campagne di scavo”.
Infine, De Martino ricorda il valore mitico che la città ha sempre avuto, da quando nel 1453 “Mehmet II celebrò la conquista di Costantinopoli come la rivincita ottenuta dagli Asiatici sui discendenti di quei Greci che avevano osato attaccare e distruggere Troia” a Kemal Atatürk, che all’indomani della Grande guerra definì la vittoria dei turchi contro gli inglesi a Gallipoli come “la nostra vendetta per l’uccisione di Ettore, principe di Troia”. Realtà e mito continuano a intrecciarsi…
Stefano De Martino
Troia, l’eterna illusione
il Mulino, 230 pp., 18 euro
Troia, l’eterna illusione
il Mulino, 230 pp., 18 euro