overbooking
Ma quante case editrici ha il Papa?
La pubblicazione della Magnifica Humanitas con marchio Feltrinelli non deve sorprendere: già dal pontificato di Francesco, il rapporto fra Santa Sede e mondo dell'editoria è profondamente cambiato
11 LUG 26

Foto ANSA
Non è più tempo di chiedersi quante divisioni abbia il Papa, bensì quante case editrici, ora che qualcuno è rimasto spiazzato notando sulla Magnifica humanitas il marchio Feltrinelli. In realtà il testo delle encicliche viene diramato liberamente, anche gratis sul sito del Vaticano, quindi non significa che Leone XIV abbia operato un passaggio epocale come quello di Saviano nel 2011. Al momento l’enciclica può venire comprata sotto altri dieci marchi: Libreria Editrice Vaticana, San Paolo, Ambrosiano, AVE, Paoline, Dehoniane, Shalom, Velar e Messaggero di Padova, oltre a un’edizione per ragazzi con Ancora. Certo, sono lontani i tempi in cui la diffusione della Rerum novarum avveniva esclusivamente tramite la Tipografia Vaticana, fondata nel 1587 da Sisto V; anche la Laudato si’ di Bergoglio era stata pubblicata da undici case, addirittura con introduzione di Carlin Petrini per le edizioni San Paolo (ma niente Feltrinelli).
Benché la Deus caritas est fosse circolata con soli tre marchi di settore – LEV, San Paolo, Dehoniane – più un’edizione Cantagalli con commento del cardinale Scola, Ratzinger era un Papa con un certo appeal editoriale: Cantagalli ha pubblicato alcuni suoi titoli recenti e postumi, seguendo una linea accademica come Jaca Book, Queriniana, che ha riproposto Introduzione al Cristianesimo, e Rizzoli, con cui era uscito il primo saggio scritto dopo l’elezione al soglio petrino. Nulla però in confronto a Bergoglio: nell’ultimo anno di vita e qualche mese dopo la morte sono usciti quarantotto suoi titoli per diciassette case editrici, fra le quali HarperCollins, Mondadori, Solferino, TEA, Piemme, Interlinea, Aliberti e Newton Compton: sulla pace, sulla poesia, su letteratura e storia, sullo sport, su economia e democrazia, oltre ai temi d’ordinanza e a due autobiografie. E’ stato dunque nel precedente pontificato che il rapporto fra Papi ed editoria sembra essersi modificato, fino a far entrare Leone XIV nel catalogo Feltrinelli; del resto proprio sotto Francesco, nell’anno della Laudato si’, la Tipografia Vaticana è stata assorbita dalla più vasta Segreteria per la comunicazione, ridimensionando l’intercapedine fra San Pietro e il mercato editoriale.