Ieri due colpi di mortaio sono caduti vicino allo stadio della capitale Damasco, vicino agli spogliatoi, e hanno ucciso un calciatore che si preparava a entrare in campo per gli allenamenti. Muore l’illusione che la capitale possa essere risparmiata dall’onda della guerra, ed era già successo il giorno prima, quando un gruppo di fuoco dei ribelli ha sparato cinque colpi di mortaio (calibro 120 millimetri, colpi pesanti, pericolosi) contro il palazzo presidenziale di Bashar el Assad, non quello sul monte Qassioun che affaccia sulla città, l’altro in basso, Qasr Tishrin, il palazzo d’Ottobre.