Il Cairo, dal nostro inviato. “Una volta eravamo ammirati e rispettati, quando trasmettevamo in diretta da piazza Tahrir da in mezzo alle manifestazioni la gente stava con noi, ci aiutava, ci faceva ala nei momenti di festa e ci faceva da scudo nei momenti di pericolo, ci ha protetto fisicamente in molti casi. Eravamo riconosciuti da tutti, camminavamo con orgoglio: ‘Siamo quelli di al Jazeera’. Adesso non è più così. Siamo sempre riconsociuti da tutti, ma in negativo. Ci seguono, ci minacciano, ci aggrediscono. Ci impediscono di stare nelle manifestazioni, ci impediscono di lavorare. Siamo a rischio”.