“E’ così triste”. Tidu Maini ha modi eleganti e un inglese oxfordiano mentre, seduto in una saletta riservata a Roma, spiega perché l’Italia in campo tecnologico sia un reverse benchmark, ovvero un modello da non seguire, da osservare per capire innanzitutto come non si fa. “Avevate Finmeccanica, avevate Alfa Romeo, avevate l’Olivetti. Però tutto questo era trent’anni fa. Resta ancora una reputazione ottima per creatività e design, ma non è più così per quel che riguarda scienza e ricerca.