In occasione dell’Assemblea della Banca d’Italia dell’anno passato, c’eravamo resi conto, annotandolo in questo diario, che oramai questo tradizionale appuntamento annuale era la realizzazione di un tacito ma lampante paradosso: un “quasi-governatore” che propone le sue considerazioni finali ad un “quasi-governo”. Il paradosso dipende dal fatto che, da un lato, il governatore della banca centrale nazionale non controlla più la politica monetaria (tassi e liquidità), e, dall’altro, il governo ha una discrezionalità limitata sulla politica di bilancio (tasse e spesa).