Lo si chiami “noto gruppo editoriale”, alla maniera di Francesco Cossiga, “giornale-partito” o “partito-giornale”, il successo di Repubblica è indiscutibile. Quali che siano i contraccolpi politici, parlamentari o elettorali dello scandalo cominciato con la sua fortunata “campagna di Casoria”, Repubblica ha già vinto. E ha vinto due volte. Ha vinto come giornale, capace di trascinarsi dietro buona parte della stampa mondiale e di piegare persino la ritrosia del suo diretto concorrente, il compassato Corriere della Sera di Ferruccio de Bortoli, costretto a scendere sul suo terreno, per rispondere al “caso Letizia” con il “caso Patrizia”. E ha vinto come “partito”.