Davvero la scienza sotto la cui guida avanzerebbe la tecnica è la “potenza” suprema che divora tutti i sistemi che di essa si servono, come dice Emanuele Severino? E’ l’unica autorità rimasta in campo, come paventa Ernesto Galli della Loggia? Siamo all’affermarsi incontrastato del potere conoscitivo e pratico della scienza, come dice Aldo Schiavone? Massimiano Bucchi, in un recente libro (“Scientisti e antiscientisti”, il Mulino) denuncia la polarizzazione che si sarebbe creata tra i fautori di uno sviluppo incontrastato della tecnoscienza e coloro che vogliono limitarlo, uniti, a suo dire, da un pregiudizio. Leggi Ciao Darwin. Perché la selezione naturale non spiega nemmeno l’evoluzione