“Anche i ricchi piangano!”, il celebre slogan coniato da Rifondazione comunista ai tempi del governo Prodi, pare oggi aver fortuna anche tra autorevoli esponenti dell’establishment politico-economico tedesco. La soluzione adottata per la crisi a Cipro, da un lato, e lo studio della Banca centrale europea sulla ricchezza privata negli stati dell’Eurozona, dall’altro, sembrano rappresentare una base sufficiente perché la prospettiva di prelievi forzosi e imposte patrimoniali si materializzi anche in altri paesi in difficoltà. Dopo l’invito all’Italia del capo economista di Commerzbank, Jörg Krämer, a introdurre una imposta patrimoniale sulle attività finanziarie private fissando un’aliquota al 15 per cento, ora è la volta di due esponenti del consiglio dei cosiddetti cinque saggi, l’organo consultivo del governo tedesco per gli affari economici.