Bastarono sette mesi a Roma per far rimpiangere a Joyce la sua IrlandaL'Ulisse compie un secolo esattamente oggi (venne pubblicato per la prima volta il 2 febbraio 1922). Il miglior modo per conoscere lo scrittore irlandese è farsi guidare da Enrico Terrinoni e il suo nuovo saggiodiGiulio Silvano2 FEB 22
L'ossessione degli italiani per la casaSiamo cresciuti col mito del mattone, ma in pochi possono permetterselo. E allora sublimiamo guardando e desiderando gli appartamenti altruidiGiulio Silvano31 GEN 22
TerrazzoL’architettura da metaverso delle banconote europeePonti che non esistono, porte ideali, cattedrali inventate. L'antiestetico eurodiGiulio Silvano29 GEN 22
Il ritorno di Antonio Delfini, il dandy inconcludente per cui scrivere era tuttoScomparso dalle antologie scolastiche, rivive in libreria. Lo scrittore modenese attraverso i suoi libri sognava ogni altro eventuale picaresco e puerile sbocco della vitadiGiulio Silvano22 GEN 22
Fumare è di nuovo una cosa coolSecondo l’Istituto superiore della Sanità con la pandemia è aumentato di almeno 1,2 milioni il numero di fumatori in Italia. Così le sigarette diventano simbolo identitario ai tempi di lockdown e cibi biodiGiulio Silvano18 GEN 22
Scrittori al potereIl monito di Roland Barthes: diffidare dei grandi uomini che non scrivono beneIl critico e semiologo francese è di difficile definizione. La sua acutezza è sparsa in una miriade di articoli e prefazioni, una nebulosa di asteroidi che svolazzano intorno alle sue grandi operediGiulio Silvano15 GEN 22
terrazzoMontanelli senza paceTra “Agiamotto” e “Monty” + “Nelly”, al parco più della vernice poté la graficadiGiulio Silvano5 GEN 22
una fogliata di libriLettere a CamondoLa recensione del libro di Edmund de Waal, Bollati Boringhieri, 192 pp., 16 eurodiGiulio Silvano5 GEN 22
Polvere di stelleTutti pazzi per gli oroscopiSui social o sulle app, personalizzati e glamour, siamo di nuovo ossessionati dalle previsioni astrologiche. Per i millennial è la risposta a incertezze e precarietàdiGiulio Silvano3 GEN 22
La svolta di Adam McKay: in Don't look up i superricchi sono cattivi e bastaLa nuova pellicola del regista della Grande scommessa e Succession è una potente metafora, il cui battage è politicamente schierato e quindi trasparente. Il male originario è la massimizzazione del profittodiGiulio Silvano28 DIC 21