Per quanto suoni cinico, concediamo pure che la politica sia un gioco delle parti, e che i princìpi, i proclami e le ideologie siano, come scriveva Sciascia a margine del “Contesto”, “pure denominazioni” utili al gioco. Ciò non toglie che, perché il gioco funzioni agli occhi del pubblico votante, bisogna dare quanto meno l’impressione di credere alla parte in commedia che ci si è assegnati. Un po’ di addestramento al metodo Stanislavskij (che poi, in politica, è il metodo Berlusconi) non guasterebbe in campagna elettorale.