La contrazione del pil per otto trimestri consecutivi è senza precedenti nella storia contemporanea del nostro paese, ma le premesse per la ripresa ci sono, “almeno quelle di politica monetaria”. A patto di non rimanere di nuovo “ipnotizzati dallo spread tra Btp e Bund”, di smetterla di tirare Mario Draghi per la giacchetta e di concentrarci invece su “una riduzione ragionata della spesa pubblica e delle tasse, e sulle liberalizzazioni”. E’ questo in sintesi il ragionamento di Giuseppe Di Gaspare, ordinario di Diritto dell’economia alla Luiss e direttore della rivista giuridica Amministrazione in cammino, che ha appena pubblicato uno studio intitolato “Anamorfosi dello spread”. Forte Ora si vede davvero la fine del tunnel più lungo per la nostra economia