Il pensiero economico di Giulio Tremonti è, innanzitutto, il pensiero economico di un politico. E il Manifesto che sopra anticipiamo (in sintesi dell’Autore) lo conferma: l’economista Tremonti è creativo e sintetico come soltanto un politico potrebbe voler essere, oltre che contraddittorio e approssimativo come soltanto a un politico torna utile mostrarsi. Così, quindici anni dopo l’uscita del suo libro-manifesto “Stato criminogeno”, l’ex ministro archivia definitivamente il liberismo originario e preferisce polemizzare contro la “distruzione creatrice” imposta dalle riforme montiane e la speculazione finanziaria imperante.