Giovane e disoccupato: è questo l’identikit dell’“uomo dimenticato” che si aggira per l’Europa nel pieno della crisi dei debiti sovrani. La storica statunitense Amity Shlaes, in una conversazione con il Foglio, parte da qui per descrivere un continente che le sembra oscillare tra due vie d’uscita dalla recessione, opposte ma entrambe illusorie: un’austerity priva di un filo di “speranza” e una riedizione del “New Deal” rooseveltiano fatto di spesa pubblica e briglie al mercato.