Per due mesi il dipartimento di Giustizia ha tenuto sotto controllo una ventina di utenze telefoniche dell’Associated Press, alla ricerca della talpa che passava informazioni riservate all’agenzia di stampa. L’intrusione “massiccia”, “senza precedenti” e “ingiustificabile”, come l’ha definita il presidente dell’Ap, Gary Pruitt, è perfettamante inscritta nella forma mentale e legale di un’Amministrazione che ha perseguito penalmente sei “leakers”, più di tutti gli altri presidenti americani messi insieme. Ma il caso dell’Ap, che risale al periodo fra aprile e maggio dello scorso anno, parla di un’inchiesta vasta, sistematica, prolungata nel tempo. Raineri Ci vorrebbe una bella fuga di notizie