Da qualche anno a questa parte, ogni evento atmosferico più intenso di una brezza primaverile o di un acquazzone autunnale viene di norma rubricato come effetto evidente del riscaldamento globale. Con arrampicate sugli specchi che meriterebbero almeno un altro premio Nobel (dopo quello ad Al Gore), si è arrivati anche a sostenere che quando fa freddo è colpa del global warming. Ecco che in questi giorni leggiamo di correnti fredde che si liberano dal Polo nord e vengono a congelare America ed Europa, e il racconto del ciclone che ha colpito l’Australia assume toni da Armageddon.