Ieri, con gli Amici del Loggione. Oggi, con i melomani dell’Accordo, l’associazione degli spettatori in coda alla biglietteria. Sono quelli che se ne stanno in piccionaia, si godono la musica, e ne sanno più di tutti. A tutti loro, Alexander Pereira, il soprintendente del Teatro alla Scala (prenderà pieni poteri in autunno), in qualità di ospite della stravagante convocazione, ha fatto la stessa domanda: “Perché fischiate?”. E’ stato tutto un fischiare, infatti, nella stagione scorsa. Non un titolo, del cartellone, è stato risparmiato. Fucilati da fischi, più che meritati, furono Dmitri Tcherniakov e Daniele Gatti, rispettivamente regista e direttore di una “Traviata” buona al più per le Pussy Riot, col tenore Piotr Beczala ridotto a piagnucolare su Facebook: “Non canterò mai più alla Scala”.