Non è Katanga il vero nome di Mario Vattani. Il console a Osaka prossimo all’epurazione dalla Farnesina per essersi compromesso con il rock identitario (vabbè, quello fascio) è piuttosto Gambadilegno. E’ un tipaccio dall’eleganza brusca il signor console, ha un sorriso stropicciato e il nome nuovo – lui che si porta dietro la corona del rosario, ma quella del Tempio shintoista – se lo diede da ragazzo guardandosi allo specchio.