Domani (venerdì, ndr) cade il termine utile per votare il 6 e il 7 giugno contemporaneamente il Parlamento europeo e l’abrogazione di parte della attuale legge elettorale via referendum. Il presidente della Camera Fini si pronuncia all’ultimo momento, quando è ormai chiaro che una dichiarazione per l’abbinamento di elezioni e referendum (“peccato se non si facesse”) sarà cipria e belletto sulla sua faccia ma non recherà male a nessuno.