Lo chiamavano il Maestro. Citava Majakovskij, Rimbaud e Antonin Artaud. Nella vita aveva fatto di tutto, l’insegnante, il contadino, il mozzo nei mari del nord. E’ tornato sul Lago Maggiore, nella sua terra natia, quando le gambe hanno iniziato a tremare. Profilo greco, baffi folti e capelli bianchi. Il sigaro in bocca, la penna ed un foglio ingiallito, i suoi monili.