La riforma dei contratti è un passo avanti verso la modernità, così come lo sono stati il Patto per l’Italia del 2002, da cui è scaturita la Legge Biagi, e l’accordo sulla scala mobile nel 1984, che avviò un lungo periodo di benessere economico. La coincidenza che in ciascuno di questi tre casi la Cgil non abbia voluto far parte dei firmatari la dice lunga sul suo “conservatorismo’’.