Sulle carceri la linea del governo è chiara: secco no ad amnistia e indulto, necessità di intraprendere una politica riformatrice per risolvere alla base l'emergenza."Penso si tratti di continuare sulla strategia intrapresa, utilizzarla fino in fondo - ha detto il guardasigilli intervenendo a un convegno a Rebibbia - è in discussione un provvedimento sulla custodia cautelare, vediamo i primi effetti della sentenza della Consulta sulla legge sulle droghe. In questo mese abbiamo visto una diminuzione di 500 unita' del numero di detenuti e oggi siamo a quota 59.071. Dunque, ora non c'è l'esigenza di pensare a provvedimenti emergenziali". Leggi anche Giudici Fine dell’ora d’aria. Perché le galere italiane se la meritano, la condanna