Il processo mediatico convocato da Beppe Grillo per condannare senza contraddittorio tutta la classe politica suscita indignazione, e questo è sorprendente, anche tra chi, come i redattori di Repubblica, ha condotto processi mediatici di questo tipo per decenni e ha applaudito senza riserve a quelli che venivano celebrati sugli schermi televisivi. Si tratta di un vizio antico, che aveva la sua origine nella campagna che costrinse il presidente Giovanni Leone a dimettersi nonostante fosse del tutto estraneo, come si è dimostrato, alle accuse che gli erano state mosse.