Il pil dell’Italia nel primo trimestre di quest’anno è tornato negativo con un meno 0,1 per cento, contro lo zero della Francia e il più 0,8 per cento della Germania. La media dell’Eurozona è di un più 0,2 per cento. Dunque siamo ancora nei vagoni di coda. La flessione non riguarda l’agricoltura, la cui produzione è in aumento, e i servizi, il cui saldo è nullo, ma l’industria. Le politiche messe in campo sul lato della domanda, come l’annuncio degli 80 euro in busta paga e i progetti di Matteo Renzi per riforme innovatrici, non sono finora bastati a metterci in ripresa, dopo due anni di recessione.