Gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno imposto nuove sanzioni alla Russia lunedì, e sia il rublo sia la Borsa di Mosca non ne hanno risentito, anzi la Borsa ha avuto rialzi fino all’1,5 per cento. I mercati non hanno preso sul serio la risposta data al Cremlino per le sue azioni nella guerra in Ucraina, e non lo ha fatto nemmeno Vladimir Putin. La scorsa settimana il segretario di stato americano John Kerry ha usato un linguaggio violento per descrivere le azioni di Mosca nell’Ucraina dell’est. Le forze speciali russe e i separatisti locali hanno occupato gli uffici governativi e minacciato giornalisti e oppositori. Editoriale apparso ieri, Copyright Wall Street Journal, per gentile concessione di MF/Milano Finanza