Manuel Valls ieri ha compiuto il primo atto di coraggio dalla sua nomina a primo ministro in Francia, confermando il piano di tagli da 50 miliardi di euro per i prossimi tre anni con un duplice obiettivo che va contro la dottrina del Partito socialista. Il primo ministro di François Hollande, presidente della Repubblica eletto a colpi di retorica anti-austerity, vuole ridurre di 30 miliardi il costo del lavoro per rilanciare la competitività e, al contempo, riportare il deficit al 3 per cento del pil entro il 2015 come da impegni europei (che pure, Parigi, non si è fatta problemi a dilazionare nel tempo). L’amministrazione centrale francese dovrà risparmiare 18 miliardi, le collettività locali 11 miliardi e la protezione sociale 21 miliardi. La cura di dimagrimento prevede il congelamento delle pensioni, dei salari dei funzionari, degli assegni familiari e delle indennità per la casa.