Nel dibattito alla Corte suprema sul caso di Hobby Lobby – azienda di proprietà di una famiglia cristiana che rifiuta di sottostare alle disposizioni dell’Obamacare in fatto di contraccezione e farmaci abortivi per i dipendenti – le prime 28 domande per l’avvocato che rappresenta l’azienda, Paul Clement, sono arrivate dalle tre donne in toga, Elena Kagan, Sonia Sotomayor e Ruth Bader Ginsburg. Clement si è trovato sotto il fuoco compatto delle obiezioni al femminile, che erano tutte “variazioni su un solo tema”, come ha osservato anche Jeffrey Toobin sul New Yorker, perché tutte e tre vedono il caso in questione dal punto di vista delle donne impiegate nelle aziende, che a causa di un presunto diritto all’obiezione di coscienza dei padroni potrebbero vedere svanire la contraccezione gratuita sancita da una legge e dunque eretta al rango di diritto inalienabile.