Un truffatore è un truffatore. Che per noialtri vuol dire un tipo che è meglio non incontrare, ma per un narratore materia pregiata. “Il lupo di Wall Street” lo dimostra al massimo grado. Le tre ore del film scorrono rapide, non c’è un minuto che annoi, tutto è perfetto e luminoso, dalle cravatte (le più belle che si vedessero da anni, al cinema) alle gambe, lunghissime e setose, di un formidabile assortimento di soprammobili di sesso femminile. C’è anche una morale? di Alberto Mingardi