Ieri a Davos, il paradiso della charme diplomacy condita con soldi e prestigio, è arrivato Hassan Rohani. Il presidente iraniano parlerà oggi, in prima fila sono sistemati i ceo delle grandi compagnie petrolifere mondiali, o i loro rappresentanti, o i loro banchieri, e la domanda e l’offerta si incontreranno, in diretta tv, sotto gli occhi di un mondo che si sta abituando a non temere Rohani, anzi, a fidarsi di lui.