Venite ai miei concerti, perché il caso di Israele è il mio, e i nemici di Israele sono i miei”. Così uno dei più grandi pianisti del mondo, Evgeny Kissin, si è rivolto ai militanti del boicottaggio d’Israele con una lettera diffusa dall’Agenzia ebraica di Natan Sharansky e rilanciata sul Washington Post dal giornalista e Pulitzer Charles Krauthammer, che cita Kissin a esempio di coraggio intellettuale in un’epoca di pavidi. E’ successo tante volte che l’odiosa campagna di delegittimazione dello stato ebraico, oltre che nei supermercati e nelle aule universitarie di Parigi e Princeton, entrasse nelle sale da concerto di mezzo mondo.