Sa di essere l’obiettivo finale, il premier turco Recep Tayyip Erdogan, sa che alla fine arriveranno a lui i giudici che dieci giorni fa hanno fatto scoppiare il più grande scandalo politico della storia della Turchia democratica, hanno ordinato arresti per corruzione tra le più alte sfere dell’Akp, il suo partito, sono arrivati a lambire il governo e hanno provocato le dimissioni non esattamente spontanee di tre ministri. “Se cercheranno di arrivare a me”, ha detto Erdogan ieri in conferenza stampa, “rimarranno a mani vuote”.