Qualcosa di nuovo matura sul fronte occidentale. Dagli Stati Uniti, infatti, arriva la notizia che le banche incaricate di stimare il valore di Chrysler, in vista di un’ipotetica quotazione, convergono sulla cifra di 10 miliardi. Assai meno, cioè, di quanto vorrebbe incassare il sindacato dell’Auto per la quota di sua spettanza. Un po’ di più di quanto finora offerto da Sergio Marchionne che, a detta della Borsa, farà comunque un buon affare.