Da quando a metà luglio la Federal reserve ha lasciato intuire di voler continuare, almeno per il momento, nella sua politica di stimolo monetario (o Quantitative easing), l’euro ha iniziato rapidamente ad apprezzarsi rispetto al dollaro, con un movimento che a fine ottobre ha toccato un massimo di 8 punti percentuali (da 1,28 a 1,38 dollari per euro). Lo spostamento – invertito per il momento dalla decisione presa ieri dalla Banca centrale europea (Bce) che ha tagliato ancora il costo del denaro – non è stato indolore. di Carlo Altomonte Lo Prete Così Draghi soccorre l’economia con un’altra prova d’indipendenza - Leggi anche Standard & Poor's taglia il rating della Francia