Ancora una volta le grandi famiglie dell’auto europea sono a un bivio. I Peugeot, a Parigi, stanno per lasciare spazio a un’inedita alleanza tra mano pubblica francese e la cinese DongFeng, espressione del capitalismo di stato di Pechino. A Torino, gli Agnelli stanno riflettendo su un passaggio storico, non solo per loro: completare, anche a costo di sacrifici, l’acquisizione di tutta la Chrysler. Oppure prendere atto che l’operazione, per ora, rischia di essere troppo ambiziosa, sia per gli Agnelli sia per l’Italia (che sul mercato internazionale vagheggia di attirare gli investitori esteri, salvo respingerli quando si palesano).