La parola più utilizzata da Enrico Letta nel discorso della fiducia è “governo”: compare ben 43 volte. Un altro termine, invece, trova molto meno spazio: si tratta di “tasse”, citato appena 5 volte. Lo scarso peso attribuito alla questione fiscale nell’intervento del premier, del resto, trova perfetto riscontro nell’assenza di una strategia dell’esecutivo verso la loro riduzione. Una mancanza che pone il nostro paese non solo in netto contrasto con gli stati più dinamici dell’Unione europea, ma anche su una traiettoria inerziale di degrado degli incentivi a investire e, in ultima analisi, di impoverimento.