Giorgio Napolitano osserva in vigile silenzio le schermaglie tra i partiti della stranissima maggioranza. Il presidente della Repubblica, domenica, non ha gradito troppo gli avvertimenti che Mario Monti aveva indirizzato al governo di Enrico Letta, giudicati forse strumentali. Ma ancora meno piace al Quirinale il tramestio che agita Pd e Pdl intorno all’elezione dei nuovi vicepresidenti della Camera. Napolitano osserva da una parte la rigidità dei berlusconiani nel sostenere Daniela Santanchè e dall’altra guarda quasi con commiserazione la debolezza del Pd che, in piena fase pre-congressuale, non riesce a mantenere la disciplina nel suo gruppo parlamentare agitato dalla contesa interna e rende così incerto ogni patto siglato con gli alleati-avversari del Pdl.