Il video con sottofondo di piano con cui l’Associazione Coscioni e i Radicali italiani hanno lanciato ieri la campagna per introdurre l’“eutanasia legale” in Italia mostra involontariamente, nella sua patinata e militante soavità, lo scarto devastante tra le parole di una donna disperata – la settantasettenne malata di tumore al fegato che continua a ripetere di aver paura di soffrire, di voler morire per essere padrona di sé, mentre continua a frugare nei suoi astucci da viaggio in una stanza d’albergo – e la finzione compassionevole di una morte mandata giù “con una bibita”. Tutto questo, tra le sollecite braccia di un’associazione elvetica specializzata nell’omicidio dei consenzienti.