In tredici edizioni di Sei Nazioni ci siamo abituati a tutto: alle sconfitte impietose e a quelle onorevoli, alle occasioni perse e ai pronostici a denti stretti, ma a perdere contro la Francia no, a quello non ci si abitua mai. Dici rugby e pensi alla palla ovale, ai rimbalzi bizzarri e a regole che da qualche parte devono pur esser state scritte. Poi rifletti: roba per anglosassoni, cieli grigi e pioggerellina, troppo distante dagli agi pallonari di noi genti latine. di Ronald Giammò