Come un innamorato respinto ma non rassegnato, Antonio Ingroia ci riprova. Appena una settimana fa era stato comprensibilmente spernacchiato da Beppe Grillo, il quale gli aveva dato di “foglia di fico” dei partiti terrorizzati di non superare la soglia di sbarramento alle prossime elezioni; all’apertura del pm siciliano a una collaborazione tra il movimento arancione e il M5s il comico genovese aveva replicato che Ingroia poteva chiudere la porta. Se la storia di Grillo insegna che la noia e la paura di una vecchiaia in pantofole portano alla discesa in politica, l’ultima mossa di Ingroia ci dice che la discesa in politica porta alla paura dell’irrilevanza